Matina Cosma, Li Cui, Jessica Fillini, Duccio Franceschi, Veronica Greco, Max Mondini, Federico Niccolai, Daniel Prenleloup, Fei Su, Xinyiwen Zhao
Villa Salviati
Locandina di Italia Bruno
Free
In varietate concordia, motto dell’Unione Europea e titolo della mostra, riconduce ad una necessità di coesione basata sulle diversità come punto di forza. Le opere degli undici artisti, tutte inedite, instaurano un dialogo con l’ambiente di Villa Salviati: le molteplici interpretazioni delle tematiche contemporanee - ambientalismo, nazionalismo, identità - stimolano la riflessione verso il superamento delle incertezze dei nostri tempi. È necessario abitare l’oggi in modo consapevole, tenendo conto delle trasformazioni in atto. Un fittizio passaporto globale, supporto per la fruizione della mostra, riporta in copertina il simbolo della bandiera internazionale del Pianeta Terra: un chiaro rimando alla creazione di una rete di relazioni tra stati internazionali, che pur mantenendo le proprie peculiarità, escludono qualsiasi confine o limite fisico e mentale. Il passaporto, documento allo stesso tempo di viaggio e identificativo, porta in sé numerose contraddizioni, che si esplicano in un complesso rapporto tra libertà e limitazioni. In questo vasto universo di possibilità si inserisce anche il percorso espositivo che richiede non solo una riflessione in merito ai temi proposti dalle singole opere, ma anche un momento di partecipazione che coinvolga tutti gli attori e sia in grado di indirizzare verso un pensiero fluido e a una visione non anestetizzata del vivere. Senza fornire alcun tipo di verità, l’arte si pone come tramite per pianificare un futuro nel quale sia possibile costruire ponti e non edificare muri, attraverso un cambiamento che parta dagli individui fino ad arrivare all’intera comunità.









