Stefano Bellanova, Arianna Ingrascì, Federico Niccolai, Xiaohaosheng Xia, Jaqui Xu, Pengyuan Zhao
ARTiglieria
Locandina di Italia Bruno
Free
Chi è certo? Chi si pone delle domande mettendosi sempre in discussione, chi non ha delle sicurezze, chi non sa cosa sta cercando e quale sia il fine di tale ricerca. I giovani, gli artisti, i curatori, nessuno sa come evolverà il proprio lavoro; in fin dei conti è solo ponendosi delle domande che il processo creativo può andare avanti. Qual è il modo migliore se non mettersi in gioco? Questa mostra collettiva è un invito a porsi in discussione, ma vuole anche far discutere; in un processo che ha un inizio ma non una fine e che quindi è in continuo divenire. Partendo da un’azione come quella del guardare, i lavori selezionati non vogliono dare risposte certe, bensì porre domande, suscitare dubbi: che cosa stai cercando? Che cosa speri di trovare? Così come gli artisti hanno esplorato fattori problematici del presente, condizioni ambientali e umane, tramite una loro visione artistica in un percorso che va dall’esterno verso un’individualità che rapporta tutto all’essere umano; allo stesso modo lo spettatore è libero di correlare le opere viste alla sua dimensione quotidiana e intima, nella ricerca continua di un qualcosa. In linea con questa ricerca tematica si pone l’allestimento: la decisione di ricreare un cantiere è una scelta anticonvenzionale che si presta bene alle riflessioni che sottendono questa mostra. Il cantiere è uno spazio delimitato, un luogo solo per gli addetti ai lavori, ed è allo stesso tempo una zona di metamorfosi; un work in progress di qualcosa che verrà. Artisti e curatori trasformano lo spazio della galleria demolendo i modelli convenzionali del sistema dell’arte, risanando la storica rottura territoriale tra antico e contemporaneo tramite la sperimentazione e la costruzione di nuovi linguaggi curatoriali, esattamente come gli operai dei cantieri trasformano, conservano e rinnovano vecchie e nuove opere territoriali. Visto le tematiche esplorate dagli artisti, gli interrogativi che lasciano in sospeso e l’immersione in mondi spesso intimi e personali, il cantiere si presta bene come punto di partenza per riflettere sull’idea di confine tangibile: è un limbo, un passaggio tra dentro e fuori, tra noto e ignoto. E quindi What are you looking for?









